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DPI: Indumenti protettivi intelligenti

Coinvolgimento degli utilizzatori rilevanti e spunti concreti: un workshop con i vigili del fuoco.
Indumenti protettivi intelligenti – la parola ai vigili del fuoco

 

Gli indumenti intelligenti stanno vivendo un momento di grande popolarità. Molte le idee, ma in fatto di realizzazione e normazione si è ancora agli inizi. Ciò offre tuttavia l’opportunità di interrogare sin dall’inizio i futuri utilizzatori circa le loro aspettative, esperienze e idee affinché queste possano confluire nell’elaborazione delle norme. La KAN ha organizzato, proprio a tale scopo, un workshop con vigili del fuoco che potrà servire come modello per altri argomenti.

 

Giubbotti dotati di dispositivo vivavoce, sensori per la trasmissione della posizione, abbigliamento climatizzato, sistemi di controllo dello stato di salute con chiamata d’emergenza automatica: l’elenco delle idee e delle possibili applicazioni è lungo. Numerosi fabbricanti stanno sviluppando dispositivi di protezione che, combinando i classici DPI con sensori e moduli di trasmissione dati intelligenti, promettono una maggiore sicurezza per più di un milione di vigili del fuoco.

 

I primi prodotti sono già disponibili sul mercato. Servono ora specifiche tecniche armonizzate volte a garantire il funzionamento affidabile di questi prodotti e a migliorare effettivamente il livello di protezione. Si sta attualmente discutendo un mandato di normazione della Commissione UE da cui dovranno scaturire norme in materia di DPI intelligenti1 e in grado di proteggere da calore e fiamme.

 

Coinvolgimento di tutti gli utilizzatori rilevanti

Gli utilizzatori sono un gruppo interessato in genere poco rappresentato nel campo della normazione; eppure proprio loro potrebbero fornire un prezioso contributo condividendo le loro esperienze. La KAN vuole aiutare a colmare questa lacuna e sfrutta a tal fine i suoi stretti contatti con i rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro nonché con i reparti delle assicurazioni contro gli infortuni addetti alla prevenzione.

Il workshop tenutosi a giugno del 2016 ha visto la partecipazione di vigili del fuoco professionali, aziendali e volontari. Erano inoltre presenti i rappresentanti delle casse infortuni presso le quali sono assicurati i vigili del fuoco, dei reparti di ricerca dell BAuA2 e dell IFA3.

 

Less is more – no alle funzioni superflue

Alcuni vigili del fuoco hanno già sentito parlare di dispositivi di protezione intelligenti o se ne sono occupati in occasione di fiere o corsi di formazione. Solo pochi però hanno avuto modo di provare personalmente questi prodotti. Nel corso del workshop si è in generale giunti alla conclusione che le funzioni supplementari devono comportare in ogni caso una sicurezza maggiore. Occorre evitare sia funzioni superflue, sia un’eccessiva raccolta di dati. Il workshop ha inoltre fornito una lunga serie di spunti concreti:

 

Tema dati

  • “Less is more”, ovvero “meno è meglio”, è l’imperativo che vale per la visualizzazione dei dati per l’utilizzatore. In caso contrario si rischia velocemente di sommergere l’utilizzatore d’informazioni che possono distrarre dal compito principale o che vengono semplicemente ignorate.
  • Gli utilizzatori vogliono poter attivare personalmente la visualizzazione di determinati dati.
  • Importante: i dati biometrici degli utilizzatori non devono essere raccolti in via generica e costantemente salvati da questi sistemi.

 Tema funzionalità

  • Gli operatori auspicano sistemi adattabili in maniera flessibile ai possibili scenari d’impiego. I dispositivi di protezione si dovrebbero, a tal fine, poter equipaggiare con sensori idonei.
  • Data l’esperienza maturata all’interno di edifici incendiati, i partecipanti al workshop sollevano la questione del collegamento radio tra i sensori integrati nei DPI e la postazione di coordinamento centrale. Spesso, infatti, durante le operazioni risulta già difficile stabilire un collegamento radio stabile per la comunicazione.
  • Possono essere molto utili dei dati relativi alle condizioni del DPI dopo un intervento operativo per stabilire quale tipo di pulizia sia necessario e se il livello di protezione sia ancora garantito.

 Tema accettazione

  • Tutte le funzioni supplementari devono essere altamente affidabili e si devono poter controllare prima di un intervento.
  • L’uso di questi dispositivi deve essere pratico ed ergonomico.
  • Il trattamento e la manutenzione non devono implicare un dispiego di risorse molto maggiore.
  • Gli utilizzatori devono ricevere tutte le informazioni relative al funzionamento, ai possibili impieghi e ai limiti dei componenti intelligenti.

 Integrazione dei risultati nella normazione

La grande quantità e vastità dei risultati conseguiti dimostra che gli utilizzatori apprezzano molto questo metodo di raccolta di esperienze e informazioni. Il settore della normazione è ora chiamato a coinvolgere strettamente gli esperti impegnati nel mondo della pratica nella formulazione dei relativi requisiti.

 

Dr. Michael Thierbach

 

Fonte: KANBrief

KANBrief (Una normazione orientata alla pratica) che parla degliIndumenti protettivi intelligenti.

 

 

1 Cfr. anche “Dispositivi di protezione individuale e sistemi di protezione intelligenti” KANBrief 1/16; https://www.kan.de/it/publikationen/kanbrief/zukunft-der-normung/intelligente-persoenliche-schutzausruestungen-und-schutzsysteme
2 Ente federale per la prevenzione e per la medicina del lavoro
3 Istituto per la prevenzione sul lavoro della DGUV

 

Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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Category: Generic

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